Torna al sitoDr. Antonio Pio Montella
Prevenzione Cardiovascolare

Prevenire è il primo intervento chirurgico.

La maggior parte degli eventi cardiovascolari maggiori — infarto, ictus, scompenso — è prevedibile. Uno screening mirato consente di riconoscere in anticipo il rischio, agire sui fattori modificabili e diagnosticare precocemente la malattia quando è ancora silenziosa.

In questa pagina
01Screening cardiovascolare
02Esami del sangue
03Ecocardiografia
04Holter pressorio
05Holter ECG
06Ecodoppler TSA
07Test da sforzo
08TC & Angio-TC
09Coronarografia
10Risonanza cardiaca
11Genetica cardiovascolare
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Screening cardiovascolare completo

Una valutazione integrata del rischio cardiovascolare individuale.

Lo screening non è un singolo esame, ma un percorso: raccolta accurata di anamnesi personale e familiare, misurazione di pressione, colesterolo, glicemia, valutazione di stile di vita, peso, attività fisica, abitudine al fumo. Tutti questi dati vengono tradotti in uno score di rischio a 10 anni (SCORE2 / SCORE2-OP), che aiuta a decidere quali approfondimenti eseguire e quando iniziare eventualmente una terapia.

Un primo screening è consigliato indicativamente dopo i 40 anni per l'uomo e dopo i 50 per la donna, ma va anticipato in presenza di familiarità per eventi cardiovascolari precoci, ipertensione, diabete, dislipidemie o fumo.

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Esami del sangue cardiologici

Marcatori che raccontano il rischio, l'infiammazione e lo stato del cuore.

  • Profilo lipidico (colesterolo totale, LDL, HDL, trigliceridi, ApoB, Lp(a))LDL e ApoB quantificano le lipoproteine aterogene; Lp(a) è un fattore genetico indipendente, da dosare almeno una volta nella vita.
  • Glicemia e HbA1cIdentificano diabete e pre-diabete, potenti acceleratori dell'aterosclerosi.
  • Creatinina + eGFRLa funzione renale condiziona rischio cardiovascolare e scelta dei farmaci.
  • NT-proBNPMarker precoce di sofferenza cardiaca e scompenso, utile anche nel dubbio diagnostico di dispnea.
  • Troponina ad alta sensibilità (hs-Tn)Riservata al sospetto di danno miocardico acuto (dolore toracico, sindromi coronariche).
  • PCR ad alta sensibilità (hs-CRP)Indice di infiammazione sistemica correlato al rischio vascolare.
  • Omocisteina, TSH, elettrolitiCompletano il quadro in situazioni selezionate (aritmie, familiarità, terapie diuretiche).
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Ecocardiografia (ecocolordoppler cardiaco)

L'ecografia del cuore: non invasiva, ripetibile, senza radiazioni.

Permette di visualizzare in tempo reale dimensioni delle camere cardiache, contrattilità (frazione d'eiezione), spessore delle pareti, funzionamento delle valvole, pressioni polmonari e pericardio. È l'esame di primo livello di riferimento in cardiologia clinica.

Quando si fa: soffio cardiaco, dispnea, ipertensione arteriosa, familiarità per cardiomiopatie, follow-up dopo infarto o intervento cardiochirurgico, valutazione pre-operatoria e nello sport agonistico.

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Holter pressorio delle 24 ore

La fotografia reale della pressione arteriosa nella giornata e nella notte.

Un piccolo bracciale automatico misura la pressione a intervalli regolari per 24 ore durante la normale attività quotidiana. Fornisce un profilo molto più affidabile della singola misurazione in studio.

A cosa serve: confermare o escludere ipertensione, riconoscere l'ipertensione da camice bianco e l'ipertensione mascherata, valutare il calo pressorio notturno (dipping) e controllare l'efficacia della terapia antipertensiva nell'arco delle 24 ore.

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Holter ECG (24 ore, 7 giorni, loop recorder)

La registrazione continua del ritmo cardiaco per intercettare le aritmie.

A cosa serve: studio di palpitazioni, cardiopalmo, sincope, sospetta fibrillazione atriale, valutazione di terapie antiaritmiche e follow-up dopo ablazione o intervento cardiochirurgico.

  • Holter ECG 24–48 orePrimo livello per sintomi quotidiani o quasi quotidiani.
  • Holter ECG di 7 giorniAumenta la probabilità di catturare aritmie meno frequenti.
  • Loop recorder esterno o impiantabileMonitoraggio prolungato (mesi/anni) per sincopi rare o sospetta FA parossistica.
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Ecocolordoppler dei tronchi sopraaortici (TSA)

L'ecografia di carotidi e vertebrali: uno specchio dell'aterosclerosi sistemica.

Valuta lo spessore intima-media e la presenza di placche a livello delle arterie che portano il sangue al cervello. Riscontrare aterosclerosi carotidea significa avere una probabilità significativamente più alta di aterosclerosi anche coronarica.

Quando si fa: pazienti a rischio intermedio-alto, prevenzione dell'ictus, pre-operatorio cardiochirurgico, follow-up di stenosi note.

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Test da sforzo — tre livelli di approfondimento

Sottoporre il cuore a uno stress controllato per svelare l'ischemia inducibile.

Livello 1
ECG da sforzo (cicloergometro o treadmill)
Registra l'ECG e la pressione durante uno sforzo progressivo. Valuta variazioni del tratto ST (segno indiretto di ischemia), capacità funzionale e comportamento pressorio. Ha buona disponibilità e costo contenuto, ma sensibilità limitata soprattutto nella donna e nei quadri clinici complessi.
Livello 2
Eco-stress (fisico o farmacologico con dobutamina)
Ecocardiogramma eseguito durante sforzo o stimolazione farmacologica. Identifica l'ischemia attraverso alterazioni della cinetica di parete, valuta la riserva contrattile del ventricolo e il comportamento delle valvole sotto stress. Più sensibile dell'ECG da sforzo, senza radiazioni.
Livello 3
Scintigrafia miocardica di perfusione (SPECT / PET)
Esame di medicina nucleare: un tracciante radioattivo permette di mappare la perfusione del miocardio a riposo e sotto stress. Alta sensibilità, quantifica estensione dell'ischemia e vitalità miocardica residua. Indicato quando i test di livello inferiore sono dubbi o nel post-infarto per pianificare la rivascolarizzazione.
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TC cardiaca / Angio-TC coronarica e del torace

Imaging tridimensionale del cuore e dei grandi vasi, non invasivo.

  • Calcium score (TC senza contrasto)Quantifica il calcio coronarico: uno score elevato riclassifica il rischio individuale, anche in assenza di sintomi.
  • Angio-TC coronaricaVisualizza direttamente le coronarie con mezzo di contrasto: alternativa non invasiva alla coronarografia nei pazienti con probabilità pre-test intermedia.
  • Angio-TC del torace e dell'aortaStudia aorta ascendente, arco e discendente: aneurismi, dissezioni, follow-up post-chirurgico e pianificazione di interventi valvolari (TAVI) o dell'aorta.

Con i protocolli moderni la dose di radiazioni è contenuta; la preparazione e l'eventuale controllo del battito vengono discussi caso per caso.

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Coronarografia (angiografia coronarica invasiva)

L'esame di riferimento per le coronarie — e ponte diretto verso la terapia.

Procedura invasiva eseguita in sala di emodinamica: attraverso un piccolo accesso arterioso (di preferenza via radiale, dal polso; in alternativa femorale) si porta un catetere fino all'origine delle coronarie e si inietta mezzo di contrasto, ottenendo immagini radiografiche dell'albero coronarico in tempo reale. Consente di definire sede, numero, gravità e morfologia delle stenosi, di studiare i bypass in pazienti già operati e di riconoscere anomalie di origine.

Quando è indicata

  • Sindromi coronariche acuteInfarto STEMI/NSTEMI, angina instabile.
  • Angina stabile con test non invasivi positivi o dubbiQuando l'imaging o i test da sforzo suggeriscono ischemia significativa.
  • Pre-operatorioIn chirurgia valvolare o dell'aorta oltre una certa età o con fattori di rischio.
  • Follow-up di rivascolarizzazioniDopo stent o bypass, in caso di ricomparsa dei sintomi.

Livelli di approfondimento

  • Coronarografia diagnosticaSolo acquisizione delle immagini dell'albero coronarico.
  • Valutazione funzionale (FFR / iFR)Misura la reale significatività emodinamica delle stenosi intermedie, evitando trattamenti non necessari.
  • Imaging intracoronarico (IVUS / OCT)Ecografia o tomografia ottica endovascolare per studiare in dettaglio la placca e ottimizzare l'impianto degli stent.

Il valore aggiunto è che, nella stessa seduta e se indicato, la diagnosi può trasformarsi in terapia con angioplastica e stent. In alternativa il dato coronarografico guida la scelta tra terapia medica, angioplastica e bypass cardiochirurgico — decisione che, nei casi complessi, viene condivisa in Heart Team.

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Risonanza magnetica cardiaca (Cardio-RMN)

Il gold standard morfo-funzionale non invasivo, senza radiazioni ionizzanti.

Base
Studio morfologico e funzionale
Misura con grande accuratezza volumi, massa e frazione d'eiezione dei ventricoli: superiore all'ecocardiografia quando serve un dato quantitativo di riferimento (es. indicazione al defibrillatore, follow-up di cardiomiopatie).
Con contrasto
Caratterizzazione tissutale (LGE)
Grazie al gadolinio identifica fibrosi ed esiti di infarto, distingue miocardite, cardiomiopatia ipertrofica, dilatativa, amiloidosi, sarcoidosi: esami diversi con quadri ecografici a volte simili trovano qui una diagnosi precisa.
Avanzato
Mapping T1/T2 e stress-perfusion CMR
Quantifica edema e fibrosi diffusa; lo stress-perfusion valuta l'ischemia inducibile con la stessa accuratezza della scintigrafia, senza radiazioni.

Quando si fa: sospetta miocardite, cardiomiopatie familiari o acquisite, valutazione post-infarto, dubbio di malattia infiltrativa (amiloidosi), chiarimento di reperti ecografici non conclusivi.

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Genetica cardiovascolare

Studiare il DNA quando la clinica o la storia familiare lo giustificano.

Quando ha senso indagare

  • Cardiomiopatie familiariIpertrofica, dilatativa, aritmogena del ventricolo destro.
  • CanalopatieSindrome del QT lungo, sindrome di Brugada, tachicardia catecolaminergica (CPVT).
  • Ipercolesterolemia familiareLDL molto elevato, familiarità per eventi cardiovascolari precoci.
  • Aortopatie ereditarieSindrome di Marfan, Loeys-Dietz, bicuspidia aortica familiare, aneurismi in giovane età.
  • Morte cardiaca improvvisa in famiglia sotto i 50 anniIndagine sistematica del probando e dei familiari.

Il percorso

Consulenza genetica per definire l'indicazione → pannello NGS mirato sui geni pertinenti al fenotipo → cascade screening dei familiari di primo grado quando viene identificata una variante patogenetica. Spesso il vero valore del test non è nel paziente indice, ma nel poter proteggere in tempo i familiari a rischio.

Inizia il percorso

Quando iniziare la prevenzione.

Uomini sopra i 40 anni, donne sopra i 50, e a qualsiasi età in presenza di familiarità, ipertensione, diabete, dislipidemie o fumo. Un percorso costruito insieme, tarato sul rischio individuale.

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